Filiera agroculturale 5 stelle

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Filiera agroculturale 5 stelle
 
Di seguito l'elenco dei comportamenti e delle azioni da mettere in atto per poter avvalersi della certificazione agroalimentare 5 stelle
– considerare la natura come madre da rispettare che ci da la vita – evitare ogni azione che possa arrecarle disturbo operando i piena sincronia con essa – considerarsi degli ospiti sulla pelle benevola e protettiva di madre natura e le coltivazioni come doni di chi ci ospita amorevolmente per tutta la nostra esistenza – prendersi cura della terra significa esprimere il proprio segno di riconoscenza nei confronti di madre natura – produrre alimenti rispettando i cicli naturali – coltivare la terra con tecniche sostenibili e non invasive – evitare coltivazioni e allevamenti intensivi che mettano in pericolo l'equilibrio naturale – lavorare la terra in modo da non deteriorane la struttura, la fertilità e l'equilibrio della biosfera.
Read More – Prendere coscienza che i prodotti della terra sono la nostra unica fonte di sopravvivenza – Evitare trattamenti chimici di sintesi di ogni genere utilizzando soltanto rimedi e prodotti di origine naturale – Favorire nei propri appezzamenti, con apposite tecniche, l'insediamento di una biosfera  antagonista a quella dannosa in modo ripristinare l'equilibrio dell'ecosistema, al fine di limitare il numero dei fitotrattamenti. – utilizzare piante autoctone che risultino resistenti ai parassiti e all'ambiente e che siano in grado di attuare sistemi di difesa e di competizione naturali – Utilizzare varietà di semi e piante  autoctone e provenienti da centri sperimentali di pubblica istituzione al fine di salvaguardare la biodiversità ed evitare la sottomissione  delle sementi e delle piante alle logiche delle multinazionali, che ne limiterebbero la coltivazione e la diffusione regolamentandole secondo le logiche di royalty finalizzate al profitto – Produrre in maniera programmata e disciplinata tenendo conto delle reali necessità dell'ambiente e del consumatore al fine di evitare devastanti sovrapproduzioni, principali responsabili della devastazione ambientale, economica e sociale, dell'intero territorio agricolo italiano e mondiale. (Importantissimo) – Istituire appositi corsi di formazione (workshops) per favorire l'avvicinamento dei produttori agricoli ai consumatori affinchè possano insieme concordare e programmare, nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale ed economica, le produzioni agroalimentari per periodo, qualità quantità evitandone dannosi sperperi e sovrapproduzioni – .Dare identità alle proprie produzioni agricole, legandole alla tradizione alla storia e alla cultura del territorio in cui vengono praticate. – Promuovere direttamente i propri prodotti ai consumatori esaltandone accuratamente il valore del sacrificio e del lavoro che sono alla base delle loro produzione – Aprire ai consumatori i propri campi al fine di fargli toccare con mano le proprie creature dandogli l'opportunità di riscoprire quel legame naturale  che è alla base della cultura identitaria del nostro territorio – Evitare canali di vendita che prevedano passaggi di mano non tracciati dei prodotti agricoli al fine di evitarne la perdita dell'origine esponendoli alla speculazione, spersonalizzazione e standardizzazione che ha provocato la sterilizzazione dell'intera filiera. – In caso di vendita a terzi imporre ai rivenditori la tracciabilità dei propri prodotti dandone massima visibilità e trasparenza nelle aree di vendita – Prevedere la trasformazione diretta aziendale dei propri prodotti nel rispetto della cultura e delle tradizioni locali, nel massimo rispetto dell'igiene e profilassi previste dalla normativa vigente, con le deroghe previste per i prodotti tipici. – Istituzione di un organismo di controllo che verifichi l'eticità dei prodotti alimentari immessi in commercio e in particolare che il lavoro degli operatori agricoli venga adeguatamente e dignitosamente remunerato nel rispetto dei contratti collettivi nazionali – Istituzione, a mezzo di un'apposita commissione, di un indice di remunerazione del lavoro che consenta di stabilire annualmente e per ogni coltura agricola, sulla base dei costi necessari da sostenere per la produzione, i prezzi minimi garantiti da  corrispondere al produttore agricolo per le materie prime e/o trasformate. – Obbligo di apporre in etichetta il rispetto del prezzo minimo garantito corrisposto ai produttori dichiarando illegali e oggetto di sfruttamento del lavoro tutti quei prodotti la cui origine risulti ignota e/o di dubbia provenienza. – Utilizzare i fondi comunitari della PAC (politica agricola comunitaria) per assicurare ai coltivatori il prezzo minimo garantito – Utilizzare i fondi comunitari in maniera omogenea e strutturale per la messa a norma di tutte le aziende agricole, evitando i soliti Bandi Farsa che favoriscono inevitabilmente le aree "politicamente depresse" – Reintroduzione nell'elenco di Bruxelles, dei nostri territori nell'Obiettivo 1 dal momento che il reddito medio dei suoi abitanti risulta abbondantemente inferiore al 75% del reddito medio comunitario. Una manovra pilotata per dirottare i fondi comunitari verso aree ad interesse politico – Evitare l'utilizzo dei fondi comunitari per la realizzazione di progetti a macchia d'olio, inutili, dispendiosi e produttori di concorrenza sleale fra i produttori – Rideterminazione delle aree agricole svantaggiate che da decenni stanno procurando enormi disparità di trattamento fiscale e contributivo fra i produttori generando gravi condizione di concorrenza sleale – Abolizione della vergognosa IMU sui fabbricati rurali che sfidando le leggi dell'economia trasformano i costi in ricavi, tassando gli strumenti di lavoro dei produttori agricoli. Sarebbe come tassare il bisturi al chirurgo, il martello al fabbro la scopa allo spazzino. – Rideterminare le aliquote IMU sui terreni agricoli che in un solo anno hanno causato un incremento delle imposte del 250%, benché i redditi agricoli siano diminuiti negli ultimi trent'anni del 500% trasformandosi in perdite. E' come se, mediamente, un dipendente statale fosse disposto a lavorare per 150 euro al mese! – Riconoscere l'insostituibile ruolo dei coltivatori nel presidio del territorio nella salvaguardia dal dissesto idrogeologico, della prevenzione degli incendi, delle discariche abusive, della criminalità della manutenzione della viabilità rurale ecc... – favorire il ritorno alle campagne dei nostri giovani rivalutando la dignità e il sacrificio del lavoro agricolo – Favorire il ritorno alle campagne prevedendo un adeguato piano di servizi e infrastrutture che consentano ai cittadini uno stile di vita civile e dignitoso, oltrechè economicamente sostenibile.