Gruppo delle borgate

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 

Il piccolo ed insignificante gruppo di cittadini Italiani della borgata di Arpinova.

                                                                                          Foggia, 28 novembre 2009

Quando si parla di diritti umani si pensa subito alle grandi associazioni che giustamente si muovono per difendere i diritti di quanti non ne conoscono neanche l’esistenza. Bene, ma come si fa a farlo comprendere alle nuove generazioni quando nelle loro vita quotidiana vivono il degrado più totale dei valori morali civili e sociali? NOI piccoli cittadini, in senso lato, viviamo tutti i giorni questa situazione. Noi e i nostri figli veniamo ogni giorno feriti e deturpati nel nostro orgoglio.

Fino a pochi anni fa la nostra piccola comunità, che poteva essere considerata il fiore all’occhiello di ogni società civile, ora è finita nel fango

Read More

 

 

Le Istituzioni locali ben consapevoli ed infischiandosene dei gravi disagi in cui versava la nostra borgata, per la mancanza ed inidoneità di ogni genere di infrastruttura in termini di opere di urbanizzazione, ha aggravato la già precaria situazione, insediandovi un’intera comunità ROM di oltre cinquecento unità di varie etnie e culture, generando così gravi disagi sociali.

Sei mesi, questo era il termine che nell’aprile del 2005 le nostre Istituzioni avevano assicurato per il rientro dell’emergenza ROM, dopo l’incendio del campo foggiano di via S. Severo !!!!!!!

Durante questo breve periodo di permanenza”, dichiaravano pubblicamente le Istituzioni responsabili, “Forniremo alla borgata ogni genere di servizio per assicurargli tutti gli strumenti necessari per la permanenza degli ospiti”.

Sono ormai trascorsi circa 60 mesi da quelle dichiarazioni, e quella che appariva come una tranquilla località rurale si è trasformata in un’ inferno di macerie fumanti, barricate enormi di rottami, lavatrici, frigoriferi, condizionatori d’aria, cavi telefonici ed elettrici, gomme di autovetture e quant’altro, che vengono ripetutamente bruciati liberando nell’aria quantità incontrollate di gas nocivi,  che avvolgono nella loro nube mortale oltre al campo ROM le abitazioni della zona. Ma ciò che fa più rabbia per una comunità che osa definirsi civile e democratica, è il dover accettare con rassegnazione la vista di bimbi ROM, costretti a trascorrere la propria infanzia immersi negli escrementi liquefatti provenienti dalle loro baracche, prive di impianto fognario, negandogli così ogni possibilità di avere diritto ad un’infanzia, come ogni bambino in un paese civile avrebbe il diritto di avere!!!!!

E’ in questo scenario da incubo, che da ben cinque anni, le Istituzioni locali responsabili hanno costretto a vivere i ROM!!!!

Questo è il risultato degli impegni assunti dalle Istituzioni che all’epoca dei fatti, si impegnavano “Pubblicamente” fornire ai ROM, entro sei mesi, una sistemazione dignitosa in aree urbanizzate appositamente attrezzate, nonché a fornirgli un’adeguata azione educativa e formativa per consentire a quei bimbi di crescere in un’ ambiente inclusivo teso a favorire la loro integrazione nel tessuto sociale cittadino.

Purtroppo ne è scorsa di acqua sotto i ponti da quelle false promesse, anzi di liquami, dal momento che quotidianamente i liquami provenienti dal campo ROM, come già detto, privo di opere fognarie, scorrono come un torrente in piena lungo il letto della sede stradale comunale, per poi riversarsi dopo un  percorso di oltre 400 metri, nel canale di bonifica inquinando la falde dei fondi circostanti.

Quelle stesse falde dalle quali gli abitanti della borgata attingono l’acqua per soddisfare i bisogni primari quotidiani in un territorio a cui spetterebbe il diritto all’acqua potabile !!!!!!!

E pensare che paghiamo imposte I.C.I. del 7 per mille, tra le più alte d’Italia, alle nostre Istituzioni, che anziché portare l’acqua potabile nelle nostre case, contribuisce ad inquinare anche quella misera quantità che faticosamente attingiamo  dalle  povere falde, costringendoci così a vivere in una autentica fogna a cielo aperto!!!!!

Questo grido di dolore vorrebbe scuotere le coscienze di quanti avrebbero avuto il dovere Istituzionale di dare una risposta a chi vive quotidianamente questa grave ed insostenibile condizione di disagio socio-ambientale!!!

Vi chiediamo pertanto di non restare indifferenti di fronte ad eventi così drammatici, come hanno già dimostrato di fare le Istituzioni locali preposte, che hanno disposto frettolosamente “l’archiviazione di quel procedimento” volto a far emergere omissioni e/o responsabilità in ordine a questa vergognosa vicenda, negando in tal modo il perpetuo scempio dei diritti umani che non rende affatto giustizia a secoli di dolorose lotte per la conquista delle regole di convivenza civile e democratica.

Foggia 28 novembre 2009.                                                                                          

 

 

Il piccolo ed insignificante 

gruppo di cittadini Italiani 

della borgata di Arpinova