Terroni

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Replica alla critica al libro “ TERRONI” di Pino Aprile da parte del direttore del “Quotidiano di Puglia”

 

Caro SIG. Claudio SCAMARDELLA, suona alquanto contraddittorio l'atteggiamento nei confronti del libro "Terroni" dal momento che da un lato se ne consiglia la lettura definendolo "beninteso" e dall'altro lo si definisce"  pervaso com'è, dalla prima all'ultima pagina, da un profondo risentimento antinordista e da rancorosa retorica contro i “nazi-piemontesi” e i “galeotti garibaldini”. Sarebbe opportuno che prima di fare tali affermazioni ci si fornisca di argomentazioni valide a supporto di tali critiche, come peraltro puntualmente avviene nel libro, dal momento che non si può minimizzare in ordine a falsi storici che per 150 anni hanno continuato ad imperversare sui banchi delle nostre scuole. Pare dunque quanto mai  corretto riconoscere che andrebbe avviato un "revisionismo storico" che non vada certo ad uso e consumo dei nostalgici, ma che, come dice Aprile "riannodi" i fili della storia, che è rimasta sospesa per il nostro sud a 150 anni fa. Il trauma di una" Unità" imposta può e deve essere paragonato a quello provocato  dall' "Esportazione della democrazia" in IRAQ  e  Afghanistan dove i fatti hanno dimostrato che gli interessi economici prevalgono su tutti gli altri.

Aprile ha ricostruito in maniera meticolosa e passionale lo spaccato del tempo in una sorta di biografia, dal momento che la ricostruzione riguarda il suo parente "Sergente ROMANO" divenuto poi il "BRIGANTE ROMANO" , e risulta dunque quanto mai giustificata la passionalità l'emozione e la partecipazione nell'esprimere un orgoglio  che per troppo tempo i "meridionali" sono stati costretti a nascondere come una "vergogna" dal momento che con un clamoroso falso storico gli Eroi della nostra terra sono stati trasformati in Briganti. E se fosse avvenuto lo stesso per i partigiani e per gli ebrei non ne saremmo indignati? Perchè allora non dare la giusta collocazione storica agli Eroi e ai Criminali  Assassini del Risorgimento?? Perchè continuare a nascondere le atroci stragi commesse dai piemontesi in nome dell' Unità d'Italia anzichè  commemorarle come avviene per quelle Naziste? Sappiamo che la storia del Sud è stata scritta dai vincitori, ma non si continui  a negare che l'Unità d'Italia è stata imposta al popolo del sud( che all'epoca non ne aveva assolutamente bisogno) con le armi, per soddisfare i capricci di potenze straniere come l' Inghilterra che mal vedeva i progressi e il benessere della nostra terra, ricca tra l'altro di zolfo, prezioso come oggi lo è il petrolio. Oggi come allora i "Potenti" sono abili a distruggere la reputazione di una popolazione per poter giustificare agli occhi del mondo, in nome della giustizia e della civiltà, stragi e barbarie che nascondono una insaziabile brama di potere.

 

 

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